Premessa

Questo blog è rivolto a tutte quelle persone, in particolare ragazzi, che sognano di andare a visitare l’Australia o che hanno già programmato di girarsela tutta come backpackers, cioè con “zaino in spalla”. Ma è anche indirizzato a tutta quella gente che, per svariati motivi, non può raggiungere questa meta così ambita e che, quindi, vuole solamente informarsi sulle bellezze, sia storiche che artistiche e culturali, che offre questo immenso Paese.

Per i primi vengono fornite gran parte (perchè tutte è praticamente impossibile!) delle informazioni utili per intraprendere e vivere al meglio questo viaggio, partendo dalla fase preparativa ed organizzativa della partenza, con particolare attenzione alle questioni burocratiche, continuando con quella della “sopravvivenza” durante l’avventura (riferito in particolar modo ai backpackers) e finendo con quella che conclude questo lunghissimo percorso prima di far ritorno in patria o andare a visitare qualche altro Paese.

Per i secondi invece sono presenti, quasi in ogni pagina, la maggior parte delle informazioni per accrescere il proprio sapere sui luoghi, sulla storia e sulla cultura che caratterizzano questa fantastica e famosissima “Terra dei canguri”.

Lo scopo è quello di analizzare la cultura e il mondo australiano in maniera semplice e alla portata di tutti cosicchè anche i giovani possono acculturarsi senza problemi riguardo questa terra affascinante e anche le persone meno esperte di viaggi riescono a trarre solo benefici da un’esperienza che all’inizio risulta davvero complicata e difficile da intraprendere, soprattutto quando si è da soli a volerla percorrere.

Quest’idea mi è venuta durante la mia esperienza australiana nella quale ho conosciuto tantissimi ragazzi che non sapevano nulla della vita in Australia e che si lamentavano in continuazione della mancanza di libri brevi e concisi che dessero informazioni utili a riguardo. Prima di partire tutti loro, me compreso, cercarono di informarsi a dovere riguardo questo Paese ma ogni volta si imbattevano in siti internet che davano informazioni o poco chiare o poco utili o in libri davvero lunghi e “pesanti” da leggere come ad esempio il “Lonely Planet”, una guida sull’Australia che è, vero, perfetta nei minimi dettagli, grazie anche alle oltre 200 cartine geografiche al proprio interno, ma purtroppo composta da più di 1300 pagine nelle quali vengono date informazioni che per molti viaggiatori sono davvero inutili, come ad esempio gli hotel o i ristoranti di lusso nei quali soggiornare e mangiare. Dico questo perchè ormai per colpa della crisi economica che intercorre da molto tempo la maggior parte delle persone vuole viaggiare nel migliore dei modi però cercando di risparmiare il più possibile denaro.

Per raggiungere questo scopo il blog (diviso in capitoli) è strutturato nel seguente modo: nel primo capitolo vengono fornite, come già detto sopra, quasi tutte le informazioni utili per tutti i viaggiatori che si sono finalmente decisi a partire (dico finalmente perchè molte volte la decisione è davvero difficile da prendere, sia per i costi troppi elevati del viaggio che per la distanza che divide l’Australia dall’Europa che per il poco tempo che si ha, di solito, a disposizione per potersela girare tutta quanta – quest’ultima motivazione fa riferimento ai pochi giorni di ferie che in media hanno a disposizione la maggior parte dei lavoratori di tutta Europa[1]) sia come backpackers che come semplici viaggiatori di passaggio. Vengono indicate e mostrate passo per passo tutte le procedure burocratiche essenziali per non avere problemi con l’imbarco agli aeroporti e con la successiva entrata in questo “nuovo mondo”, ma soprattutto vengono svelati tutti i segreti per “sopravvivere” e quindi per risparmiare soldi durante il proprio soggiorno, dal momento che in Australia i costi sono molto elevati rispetto allo standard europeo.[2]

Qui infatti tutto costa molto di più rispetto all’Europa, ma solo per il fatto che in questo paese anche i guadagni, per ogni tipo di lavoro, sono quasi il triplo in più rispetto a quelli che si percepiscono in Europa.[3]

Nel secondo e nel terzo capitolo l’Australia viene analizzata dal punto di vista culturale attraverso il proprio escursus storico, la propria struttura, le differenti popolazioni aborigene che la abitano (anche se su questo argomento poco si sa visto che proprio loro tendono a non svelare tutti i loro segreti e le proprie culture) e le svariate condizioni climatiche che la caratterizzano. Dal quarto al decimo capitolo, invece, vengono presi ad uno ad uno i rispettivi Stati australiani (non tutti sanno che l’Australia non è un unico Stato ma è formata da 7 Stati con giurisdizioni diverse) e ne vengono analizzate le caratteristiche generali, facendo degli approfondimenti quasi dettagliati delle rispettive capitali e dei luoghi più conosciuti e più affascinanti da visitare.

Infine nell’undicesimo ed ultimo capitolo del libro viene consigliato un itinerario di viaggio con il quale è possibile godersi al meglio tutta l’Australia senza sbagliare periodo per visitare ogni luogo.

 

[1]   http://blog.pmi.it/17/10/2012/il-giro-deuropa-in-ferie-normativa-a-confronto/

[2]  Quest’ultima è infatti la preoccupazione maggiore che blocca molte persone nella decisione di intraprendere questo viaggio, ma fidatevi, una volta scoperti i segreti tutto diventa davvero alla portata di tutti. Se per i viaggiatori “normali” ci sarà solo da spendere, come avviene in qualsiasi viaggio che si faccia, per i backpackers invece ci sarà da spendere denaro solo all’inizio dell’avventura, ma una volta che ci si sistema, ci si organizza e si capisce il sistema di vita australiano, si riesce non solo a pareggiare i propri conti di tutto quello speso per arrivare fin qui, ma anche ad avere degli ottimi guadagni in prospettiva futura

[3]  L’esempio più ecclatante è quella del sottoscritto. Io facendo in Australia lo stesso lavoro che faccio saltuariamente qua in Italia guadagnavo tre volte di più rispetto a quello che guadagno ora

10.7a – Port Arthur

Dal 1830 fino a parecchio tempo dopo la fine della deportazione nel 1853, Port Arthur era la “discarica” di molti dei più pericolosi detenuti e criminali recidivi. Fu costruita in questo luogo remoto per essere a prova di evasione in quanto è unita alla terraferma soltanto da una striscia di terra larga meno di 100 metri, l’Eaglehawk Neck. Per scoraggiare eventuali tentativi di fuga, feroci cani da guardia venivano legati a catene lungo l’istmo e circolava la voce che le gelide acque fossero abitate da numerosi squali.
Dal 1830 al 1877 circa 12.500 detenuti scontarono la loro pena a Port Arthur. Per la maggior parte di loro fu un inferno, ma coloro che si comportavano bene “godevano” di condizioni di vita migliori di quelle che avevano dovuto sopportare in Inghilterra o in Irlanda. Port Arthur divenne il centro di una rete di colonie penali dislocate in tutta la penisola e intorno alla prigione crebbe un fiorente villaggio, con fattorie, negozi e la prima linea ferroviaria d’Australia, quella di 7 km tra Norfolk Bay e Long Bay: i vagoni venivano trainati dai detenuti invece che dai muli. Oggi, le rovine si trovano in mezzo a colline ondulate sulla splendida Carnavon Bay.
La prigione originale era di legno, e le attuali rovine sono per lo più edifici ottocenteschi.

201 - Porth Arthur Penitentiary
Porth Arthur Penitentiary

Nonostante la sua nuova veste di importante sito turistico, Port Arthur rimane un luogo cupo e inquietante, quindi non aspettarsi di restare indifferenti di fronte a ciò che si vede, anche perché qui regna una grande tristezza e un senso di sventura e di disgrazia.
Appena entrati nel Port Arthur Historic Site si trova un Visitor Information Centre, un caffè, un ristorante e un negozio di articoli da regalo. Al piano terreno c’è un’interessante mostra, dove si può seguire il viaggio dei galeotti dall’Inghilterra alla Tasmania.
Dal centro visitatori partono regolarmente interessanti visite guidate (comprese nel prezzo del biglietto), ma se si vuole andare per conto proprio partire dal centro informazioni e dirigersi verso il lungo e tozzo Penitentiary di arenaria, il più celebre edificio di Port Arthur, un ex mulino trasformato in prigione. Fare una passeggiata sul sentiero a sinistra fino alla Commandant’s House, da cui si gode una splendida vista della baia (fu una delle poche case di legno a sopravvivere alle fiamme).

202 - Chapel Inside The Model Prison
Chapel Inside The Model Prison

Un altro sentiero passa accanto alle rovine dell’ospedale e arriva alla Model Prison costruita a metà dell’Ottocento sul concetto “radicale” di punizione che si stava sviluppando in Gran Bretagna. Invece che al dolore fisico, i prigionieri erano sottoposti al totale isolamento: tenuti in piccolissime celle per 23 ore al giorno, non potevano parlare, e nell’unica ora d’aria dovevano indossare maschere e camminare avanti e indietro in catene.
I peggiori criminali venivano lasciati al buio totale per giorni e giorni. Ovviamente, questi trattamenti portavano più alla pazzia che alla riabilitazione. In effetti Port Arthur diventò un manicomio dopo che la sua funzione di prigione terminò. Ironicamente, Port Arthur finì sui giornali di tutto il mondo quando, nel 1996, un bandito locale “andò su tutte le furie” e massacrò 35 persone.
Il Museum accanto merita una visita per vedere l’abbigliamento originale dei detenuti, le fruste, le catene e il gatto a nove code. Infine, completare il giro visitando la pittoresca Convict Church, costruita in stile neogotico.

203 - The Convict Church
The Convict Church

Una crociera sul porto, che parte dal centro informazioni, è inclusa nel prezzo del biglietto: le imbarcazioni lasciano il porto anche due volte al giorno per l’Isle of the Dead, che diventò il cimitero della colonia penale. Un solo detenuto viveva sull’isola: quello che scavava le fosse.
Per una visita più evocativa delle rovine, i Ghost Tours sono diventati molto popolari: tutte le notti guide locali accompagnano i curiosi attraverso i recessi più bui del luogo, raccontando la parte più raccapricciante della storia di Port Arthur e agghiaccianti storie di fantasmi.